Terapia del dolore

DOLORE MUSCOLO SCHELETRICO: Con le Terapie stumentali e le infiltrazioni eco guidate si può curare!

Le terapie strumentali (Laserterapia antalgica, Neurostimolazione Interattiva e Tecarterapia) e le infiltrazioni eco guidate sono metodiche che agiscono in maniera mirata sul dolore muscolo scheletrico, stimolando nel contempo i naturali processi di guarigione del nostro corpo. L’azione singola o combinata delle terapie permette nel giro di poche sedute di trattare quei fastidiosi dolori acuti e cronici che affliggono muscoli, articolazioni e tendini.

Dispositivo per Hilterapia

La Laserterapia antalgica sfrutta i benefici effetti della Luce Laser a fini antalgici, antiinfiammatori e biostimolanti:

  • Dispositivo Nd-Yag pulsato ad alta intensità (tecnologia HILT®)
  • Trattamento non è invasivo, in quanto il paziente sente unicamente un piacevole calore
  • Sono previste 4-8 sedute (2 volte alla settimana).

La Diatermia o Tecarterapia è una particolare forma di termoterapia endogena che utilizza frequenze comprese tra 0,45 e 1,2 MHz, cioè nella banda MF delle onde radio. Nella modalità capacitiva i target del trattamento sono i muscoli e di tessuti molli. Nella modalità resistiva gli obiettivi sono le ossa e le strutture che vi si inseriscono (tendini, legamenti, aponevrosi). Generalmente sono necessarie 6-8 sedute della durata di 15-20 minuti a cadenza giornaliera o a dì alterni. Le modalità capacitiva e resistiva, a parità di frequenza, possono essere erogate a diversi livelli energetici che corrispondono a precisi effetti:

  • Un basso livello energetico (50-100 W) presenta un effetto biostimolante, ma scarso effetto termico.
  • Un  alto livello energetico (200-300 W) presenta un effetto termico spiccato, con scarso effetto biostimolante.
  • Un medio livello energetico (100-200 W) ha caratteristiche intermedie.

Gli effetti biologici indotti dalla diatermia sono quelli tipici della termoterapia endogena: antalgico, elasticizzante e decontratturante, iperemico.

Terapia InterX

La Neuro Stimolazione interattiva (NSI) è una interessante tecnologia sviluppata in Russia negli anni ‘80. Essa utilizza un segnale sinusoidale bifasico variabile. Lo strumento rileva le aree a bassa impedenza cutanea ed invia un impulso di compensazione a livello centrale, fino al ripristino della normale impedenza cutanea. I dispositivi NSI stimolano selettivamente le fibre nervose Aδ e C a produrre Neuropeptidi ad effetto antalgico e regolatore. Le sedute durano ciascuna 15-20 minuti per un totale di 5-10, due volte alla settimana.

Infiltrazione ecoguidata

Le infiltrazioni ecoguidate consistono nell’iniezione di sostanze terapeutiche (cortisonici, acido ialuronico, fattori di crescita ed anestetici locali) all’interno di tessuti molli (ad esempio tendini, guaine tendinee, borse sierose, cisti o muscoli) o articolazioni (spalla, anca, caviglia, piccole articolazioni delle mani o dei piedi..) con l’ausilio di sonda ecografica. La “guida” ecografica consente il controllo in tempo reale del corretto posizionamento dell’ago nel tessuto bersaglio, in modo da ottenere una migliore risposta terapeutica e minimizzare al massimo la possibilità di insorgenza di effetti collaterali:

  • Trattamento mininvasivo locale che agisce in maniera precisa e mirata
  • Previste 3-6 sedute a cadenza di una alla settimana
  • Riduce il dolore ed i tempi di guarigione

Le due metodiche come detto possono essere utilizzate singolarmente od in associazione a discrezione del Dr. Valent. Le principali indicazioni sono:

  1. Tendinopatie
  2. Artrosi
  3. Calcificazioni e/o speroni
  4. Traumi (distorsioni, contusioni..)
  5. Cervicalgie e lombalgie

Laserterapia antalgica (Hilterapia)

Hilterapia® rappresenta la più recente evoluzione nel campo della laserterapia Nd:YAG pulsata. Obiettivo della Hilterapia® è poter trattare efficacemente non solo le patologie superficiali ma anche quelle profonde, non raggiungibili dalle terapie tradizionali. Hilterapia® sfrutta una sorgente a bassissimo coefficiente di assorbimento tessutale (Nd:YAG), con emissione ad impulsi. Gli impulsi brevettati sono caratterizzati da:

  • potenze di picco molto elevate (1-3 KW)
  • elevato contenuto energetico (150 – 350 mJ)
  • breve durata (120-150 µs)
  • bassa frequenza
  • Duty Cycle nell’ordine del 0.1%

Hilterapia® presenta, quindi, specifici pacchetti fotonici altamente energetici, caratterizzati da elevata potenza di picco (1-3 KW) e periodi (T) molto lunghi. I periodi sono così lunghi grazie al fatto che gli impulsi sono di brevissima durata (t:on 120-150 ms) e molto distanti tra loro (t:off nell’ordine dei ms). Le caratteristiche che differenziano nettamente Hilterapia® dalle terapie tradizionali sono 3:

  1. Elevata penetranza nei tessuti
  2. Efficacia degli effetti biologici
  3. Sicurezza di trattamento

1 – ELEVATA PENETRANZA

La penetrazione della radiazione luminosa attraverso i tessuti varia in funzione della lunghezza d’onda e della potenza. Il Nd:YAG, sorgente della Hilterapia®, ha una lunghezza d’onda di 1064 nm con un basso coefficiente di assorbimento da parte dei cromofori tessutali e quindi una elevata capacità di penetrare in profondità. Inoltre, la penetrazione tessutale è direttamente proporzionale alla potenza e quindi all’intensità impiegata (W/cm2). Hilterapia® presenta impulsi ad elevata potenza di picco, favorendo quindi la maggior penetrazione possibile. Oltre alla specifica lunghezza d’onda e all’elevato picco di potenza dell’impulso, un’altra caratteristica importante per ottenere una maggiore penetrazione della luce è il diametro del raggio. Gli apparecchi di Hilterapia® presentano uno spot di 0,5 cm, sufficientemente ampio per ridurre al massimo i fenomeni di riflessione e scattering e permettere un elevata penetranza della luce nei tessuti.

2 – EFFETTI BIOLOGICI

Hilterapia® presenta specifici effetti biologici in grado di conseguire importanti obiettivi terapeutici. Tali effetti sono:

  • Effetto fotochimico
  • Effetto fototermico
  • Effetto fotomeccanico

3 – SICUREZZA

La Hilterapia® si caratterizza, inoltre, per sicurezza e maneggevolezza. Infatti, le caratteristiche specifiche del segnale ed in particolare l’emissione pulsata della luce permettono ai tessuti, nell’intervallo fra un impulso e il successivo, di dissipare il calore generatosi. Hilterapia® consente, quindi, di trasferire grandi energie in profondità, sufficienti a determinare specifici effetti biologici e terapeutici, senza pericolo di indurre un eccessivo riscaldamento degli strati superficiali.

EFFETTI TERAPEUTICI

Hilterapia® determina importanti effetti terapeutici con la possibilità, a differenza delle altre metodiche laser, di raggiungere in maniera efficace e sicura i tessuti profondi. Gli effetti terapeutici si possono sintetizzare in:

  • Antinfiammatorio e antiedemigeno
  • Analgesico e miorilassante
  • Biostimolante e citorigenerativo

INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI ALLA HILTERAPIA®

La Hilterapia® è indicata in molte affezioni dell’apparato muscolo-scheletrico. La nostra specifica esperienza e la letteratura scientifica mostrano come la Hilterapia® sia in grado di ridurre fin dalle prime sedute la sintomatologia clinica. Le principali indicazioni sono:

1. Patologie acute

  • Tendinopatie
  • Lesioni muscolari
  • Traumi distorsivi e lussazioni
  • Edemi post-traumatici
  • Sinoviti e borsiti
  • Lesioni osteocondrali

2. Patologie croniche

  • Osteoartrosi
  • Condropatie degenerative
  • Sindrome fibromialgica

Hilterapia® presenta controindicazioni comuni a tutti i laser:

  • Occhio e zona perioculare
  • Orecchio e zona periauricolare
  • Neoplasie
  • Utero gravidico
  • Infezioni cutanee e o patologie dermatologiche
  • Area cardiaca
  • Portatori di Pacemaker (limitatamente all’area cardiaca)

Controindicazioni relative sono i soggetti diabetici, i pazienti a fototipo alto e vasi/nervi superficiali, che devono essere trattati con cautela, possibilmente evitando il trattamento a manipolo fisso.

Distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia è un evento molto frequente sia nello sport che nelle attività quotidiane. Essa rappresenta circa il 20% di tutti i traumi sportivi, con maggior incidenza nel basket, nella pallavolo e nel calcio. Circa l’85% delle distorsioni avviene in inversione (sopratutto per motivi di tipo anatomico e perchè vi è una prevalenza nella popolazione del morfotipo cavo-supinato), con interessamento prevalente del compartimento esterno della caviglia. Nella maggior parte dei traumi acuti vengono coinvolte strutture capsulo-legamentose, meno frequentemente si possono associare fratture o lesioni cartilaginee.  I legamenti maggiormente interessati da lesione sono il Peroneo-Astragalico Anteriore (LPAA), il legamento Deltoideo e la Sindesmosi Tibio-Peroneale. I fattori di rischio che predispongono alla distorsione di caviglia sono:

  • Piede cavo-varo
  • Lassità legamentosa
  • Terreni irregolari e tipo di sport

La classificazione anatomo-patologica (Lanzetta, 1977) dei traumi acuti in inversione è la seguente:

0°- non lesione legamentosa

1°- lesione parziale del LPAA

2°- lesione del LPAA e del LPC

3°- lesione del LPAA, del LPC e del LPAP

In base a criteri temporali le distorsioni di caviglia si classificano in:

  • acute
  • recenti su traumi distorsivi precedenti (entro 1 aa)
  • instabilità croniche (in soggetti predisposti)

La diagnosi è clinica attraverso attenta anamnesi ed esame obiettivo, con l’ausilio di valutazioni strumentali come l’ecografia, l’RX (standard e funzionali) e la RMN nei casi più gravi.

La terapia è nella maggior parte dei casi conservativa. Il trattamento conservativo si suddivide in fase acuta (3-7 gg), fase subacuta (7-15 gg) e della guarigione (15-30 gg).

In fase acuta il primo presidio è il classico protocollo Price con un periodo di riposo, astensione dal carico, utilizzo di ghiaccio e bendaggio compressivo per 3-5 giorni. In questa fase sono utili antinfiammatori ed antiedemigeni, Terapie Fisiche (US crio, diatermia e laserterapia) e massaggi di scarico.

In fase subacuta, quando cominciano ad attenuarsi l’edema e il dolore, si concede il carico progressivo con l’ausilio di cavigliere a gusci laterali. Si introducono esercizi di mobilizzazione articolare, prima passivi, poi attivi in prono-supinazione e flesso-estensione e precocemente esercizi propriocettivi con asciugamano e tavolette instabili, da svolgere con carichi progressivi partendo dalla posizione seduta, per poi passare al carico bipodalico e infine monopodalico. Scomparso il dolore si parte con il rinforzo muscolare tramite esercizi isometrici contro lo stipite della porta, isotonici con elastici e con alzate sui talloni e sulle punte. Sono da rinforzare inoltre anche i muscoli glutei.

Nella fase della guarigione si concede la corsa rettilinea e solo successivamente i cambi di direzione. Infine si introducono gli esercizi pliometrici (salti), i balzi laterali e le attività sport-specifiche.

Il trattamento chirurgico è riservato in casi selezionati (distorsioni di 3° grado nello sportivo) ed in caso di instabilità meccanica e funzionale associate, nonostante un trattamento riabilitativo di almeno 3 mesi:

  • Ricostruzioni anatomiche (generalmente da preferire)
  • Ricostruzioni non anatomiche tipo tenodesi (da scegliere in caso di instabilità di tibiotarsica e sottoastragalica associate).