Colpo di frusta cervicale

Il “Colpo di Frusta” consiste in una distorsione del rachide cervicale in iperestensione o in iperflessione, causato generalmente da un tamponamento stradale o da un trauma sportivo.

Rx rachide cervicale

Nella maggioranza dei casi la distorsione avviene nel segmento C3-C7, interessando capsule e legamenti; la sua gravità è condizionata dall’entità del trauma, dalla posizione del capo al momento della collisione e dalla preesistenza di lesioni degenerative. 
Nei casi più importanti può essere utile effettuare radiografia cervicale e/o RMN per escludere fratture o ernie conseguenti al trauma.

I principali sintomi del colpo di frusta sono dolore cervicale con limitazione funzionale e contrattura muscolare ai paravertebrali cervicali e trapezi di entità variabile. A questo quadro si possono accompagnare sintomi vegetativi come senso d’instabilità, nausea e cefalea. I sintomi possono durare da pochi giorni a diversi mesi e determinare anche esiti permanenti. 

La terapia adeguata e tempestiva del colpo di frusta riduce l’entità e la durata dei sintomi ed i postumi.

In fase acuta, ma per non più di 5 giorni si consiglia il collare cervicale, accompagnato da terapia farmacologica con FANS e miorilassanti. In questa fase si utilizzano terapie fisiche come TENS, InterX e Laser ma non la terapia manuale che potrebbe peggiorare i sintomi. Nei giorni successivi anche la Tecarterapia costituisce una valida terapia.

Una volta ridotta in maniera significativa la sintomatologia e non prima di 15-20 giorni, si prosegue con la terapia manuale e gli esercizi riabilitativi e posturali graduali. Solitamente sono necessari 2-3 mesi per una guarigione dopo colpo di frusta.

Capsulite adesiva

La capsulite adesiva o spalla congelata (Frozen Shoulder per gli anglosassoni) consiste in un processo infiammatorio/irritativo a carico della capsula sinoviale della articolazione gleno-omerale. Esistono due forme di capsulite:

  • Frozen Shoulder (capsulite primitiva)
  • Capsulite post-traumatica (capsulite secondaria)

La Frozen Shoulder colpisce prevalentemente il sesso femminile, sopra i 40 anni, con maggiore incidenza in caso di malattie endocrine (diabete, alterazioni tiroidee, ormonali..) e nelle sindromi ansioso-depressive. A volte la capsulite si accompagna alle calcificazioni di spalla.

L’insorgenza è subdola e si manifesta con il dolore, segue quindi un periodo di limitazione funzionale della articolazione gleno-omerale su tutti i piani, causata da una importante retrazione capsulare, con evidente discinesia scapolo-toracica di compenso che può durare alcuni mesi. La terza fase è quella della remissione, caratterizzata da una lenta ripresa funzionale, solitamente dopo 4-6 mesi.

Valutazione di spalla

La Capsulite post-traumatica consiste in un processo flogistico più localizzato rispetto alla spalla congelata, causato da un trauma importante (come una frattura o lesione alla cuffia) o da micro-traumi ripetuti. Il dolore e la limitazione funzionale sono, in questo caso, meno evidenti.

La terapia ha come cardine più importante la rieducazione funzionale passiva (eseguita da fisioterapista) e attiva con esercizi di automobilizzazione e stretching da parte del paziente. Alla Rieducazione si possono associare per avere risultati migliori e più precoci:

L’infortunio sportivo

Durante lo sport, un infortunio può accadere in un attimo.
La sospensione dell’attività è spesso necessaria; osso, cartilagine, tessuti molli, l’infortunio si differenzia per cause, localizzazione e severità, a cui segue un percorso terapeutico personalizzato, per tornare “in campo” prima possibile.
Gli Step da affrontare sono 4: diagnosi, trattamento, ricondizionamento atletico e prevenzione delle ricadute. Le modalità di trattamento, influenzano maggiormente le possibilità di guarigione.
La terapia si differenzia in tre fasi:
– Fase acuta: volta alla riduzione della flogosi e del dolore, mediante il protocollo PRICE (Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation), le terapie strumentali atermiche (o più comunemente a freddo), terapie farmacologiche, esercizi di riprogrammazione posturale e correzione di sovraccarichi, rieducazione funzionale.
– Fase subacuta: recupero di forza e coordinazione, attraverso la mobilizzazione attiva del paziente, rinforzo muscolare, rieducazione propriocettiva, terapia strumentale “termica” (laserterapia ad alta potenza, ipertermia, onde d’urto), stretching, massoterapia decontratturante.
– Fase della guarigione: recupero della funzionalità e del gesto atletico, attraverso il ricondizionamento cardio-respiratorio con un lavoro aerobico, anaerobico lattacido, anaerobico alattacido, recupero del gesto specifico.
Infine, ritornati allo sport, è molto importante instaurare un programma preventivo di nuovi infortuni.

Infortuni muscolari

Fibre muscolari
Fibre muscolari

Gli infortuni muscolari nello sport sia amatoriale che agonistico sono molto frequenti (10-40% a seconda dello sport). La localizzazione è condizionata dal tipo di sport. Gli infortuni muscolari, vengono suddivisi a seconda del meccanismo di insorgenza in traumi diretti ed indiretti.

Quelli da trauma diretto sono determinati da contusione o lacerazione e coinvolgono più spesso il ventre muscolare.

Quelli indiretti avvengono senza contatto e si localizzano più spesso alla giunzione mio-tendinea. Vengono suddivisi, a loro volta, in due sottogruppi:

1. Infortuni funzionali: più frequenti, caratterizzati da edema localizzato o diffuso senza lesione anatomica delle fibre. Le cause principali sono i sovraccarichi funzionali (carichi eccessivi o scorrette sedute di allenamento).

2. Infortuni strutturali: sono i più temibili ed hanno una prognosi generalmente più lunga; sono caratterizzati da lesione anatomica del muscolo di entità variabile, accompagnata da versamento ematico. Avvengono x una brusca contrazione degli antagonisti o x una rapida e potente contrazione a partire da una fase di rilassamento del muscolo. Il danno può interessare oltre che le fibre muscolari anche le strutture vascolari, tendinee e connettivali di sostegno con possibili complicanze.

La diagnosi è generalmente ecografica.

Il trattamento prevede l’integrazione tra terapia strumentale (laser, tecar, US) e riabilitativa. In caso di ematoma intramuscolare può essere necessaria l’aspirazione ecoguidata.

Dolore pelvico cronico

Il dolore pelvico cronico è un dolore localizzato in sede pelvica, basso addome o lombosacrale, che perdura per più di 6 mesi. Questo dolore è spesso sordo e mal definito (assumendo i connotati di dolore “neuropatico”) e frequentemente associato a disturbi urinari, intestinali, sessuali ed emozionali (ansia o depressione). Colpisce maggiormente il sesso femminile (fino al 6-25% delle donne) e per le sue caratteristiche può essere causa di importante disabilità. 

Caratteristica comune del dolore pelvico cronico è l’interessamento del pavimento pelvico o perineo, spesso contratto e dolente con conseguenti difficoltà alla minzione, defecazione ed attività sessuale. 

Le cause sono multifattoriali: ginecologiche, urinarie, intestinali, miofasciali, nervose periferiche, muscolo-scheletriche ed emozionali. Molto spesso però non è possibile stabilire una diagnosi certa. 

La terapia è prevalentemente conservativa, basata sulla terapia farmacologica, riabilitativa (riabilitazione del pavimento pelvico) e cognitivo comportamentale. 

Il Dr. Valent, in collaborazione con altri specialisti di branca e con la fisioterapista, è in grado di stabilire il corretto percorso diagnostico-terapeutico di questa complessa patologia.

Medico Fisiatra: la scelta vincente contro il dolore muscolo-articolare!

Il Dr. Alessandro Valent, specialista in Fisiatria, dopo un accurata valutazione clinica ed ecografica, è in grado di curare le più comuni patologie muscolo-scheletriche. Grazie alla sua lunga esperienza tratta abitualmente il dolore di rachide, spalla, anca, ginocchio e piede e fastidiose tendinopatie come epicondilite, dito a scatto, trocanterite, fascite e pubalgia.
Attraverso le tecniche infiltrative ecoguidate, con l’utilizzo di farmaci di ultima generazione (acido ialuronico e PRP in primis), tratta inoltre patologie complesse come calcificazioni di spalla, sperone calcaneare e strappi muscolari. In caso di necessità prescrive cicli riabilitativi, manuali e strumentali che vengono effettuati da Fisioterapisti esperti con i quali il Dr. Valent collabora. Il Dr. Valent è inoltre specializzato nella diagnosi, terapia e prevenzione dell’osteoporosi.

Infiltrazione ecoguidata del tendine d’achille

Stop al dolore alla spalla!

Il dolore di spalla o spalla dolorosa rappresenta circa il 16% di tutte le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico. I sintomi comuni a tutte le patologie di spalla sono dolore (spesso notturno), limitazione funzionale con presenza di compensi e contrattura muscolare.

L’articolazione della spalla

Le cause possono essere traumatiche (lussazioni, lesioni tendinee, fratture), da sovraccarico (tendinopatie, borsiti, conflitto ed instabilità) o degenerative (artrosi, calcificazioni). La capsulite adesiva (o frozen shoulder) è una complicanza di alcune forme dolorose di spalla ed in alcuni casi è la causa primaria di dolore.

La diagnosi è clinica ed ecografica. Anche rx tradizionale e RMN sono opzioni diagnostiche valide, qualora l’esame ecografico non sia sufficiente ad una diagnosi completa.

La terapia è basata sulla fisioterapia con esercizi rieducativi e terapia strumentale (ad esempio la laserterapia ad alta potenza), accompagnata dalla terapia farmacologica. Le infiltrazioni ecoguidate coadiuvano il trattamento con ottimi risultati in termini di riduzione del dolore e miglioramento della funzionalità. Si utilizzando soprattutto acido ialuronico, collagene o cortisonici. Nel caso d’insuccesso del trattamento conservativo, può essere necessaria la chirurgia.
Se hai male alla spalla contatta il Dr. Valent!

Rieducazione di spalla

Lombalgia

La lombalgia è una causa molto comune di consulto medico. L’80% della popolazione ne soffre infatti almeno una volta nella vita. In Italia colpisce circa 15 milioni di persone e risulta la 1° causa di disabilità sotto i 45 anni e la seconda causa di invalidità permanente.

Le cause specifiche di lombalgia possono essere traumatiche o legate a patologie del corpo, del disco, istmiche e articolari, da cause posturali, cause riflesse (gastrointestinali, ginecologiche, vascolari, urologiche..), infine psicogene.

La prognosi in caso di lombalgia acuta è generalmente positiva (~ 90% si risolve entro 30 gg), mentre in caso di cronicizzazione risulta negativa (solo il 7-10% si risolve). Per questo è molto importante la diagnosi precoce e un trattamento più mirato possibile per evitare una sua cronicizzazione.

In fase acuta si controlla il dolore con riposo attivo, utilizzo di fasce lombari elastiche o steccate, terapia farmacologica e strumentale associate a terapia manuale decontratturante con tecniche classiche e/o mio-fasciali. Ridotto il dolore sono fondamentali gli esercizi riabilitativi per favorire la scomparsa del dolore, ripristinare la funzione e prevenire ricadute. Ulteriori informazioni

Fibromialgia

La fibromialgia è una patologia caratterizzata da dolore cronico e diffuso alla muscolatura, alle inserzioni tendinee ed in punti specifici detti tender points. A questi sintomi si associano disturbi del sonno, difficoltà della digestione (gastralgia e sindrome del colon irritabile), cefalea ed astenia (“..alla mattina mi sveglio più stanca che alla sera..”). La fibromialgia colpisce prevalentemente il sesso femminile tra 40-60 anni, con una prevalenza del 2-5% della popolazione. La diagnosi è esclusivamente clinica essendo gli esami strumentali e di laboratorio generalmente negativi. Le cause non sono state ancora definite con sicurezza. Tuttavia si ritiene che siano da ricercarsi in un deficit genetico dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del dolore (noradrenalina, serotonina e dopamina). Questo deficit porta ad una ipersensibilità al dolore che si manifesta con allodinia (sensazione dolorosa a seguito di uno stimolo normalmente non doloroso) ed iperalgesia (sensazione dolorosa intensa dopo stimolo doloroso lieve). Il trattamento della fibromialgia prevede la sapiente integrazione tra terapia farmacologica, riabilitativa e cognitivo-comportamentale. I classici trattamenti riabilitativi ottengono risultati alterni. I protocolli devono essere personalizzati caso per caso e prediligere dolci esercizi di mobilizzazione e di detensione mio-fasciale, da eseguire eventualmente in acqua calda. https://www.dottorvalent.it/2011/02/fibromialgia/

Dolore muscolo-scheletrico

Con l’umidità ed in particolare con il passaggio dal caldo al freddo, i nostri muscoli tendono a contrarsi in maniera più protratta e le articolazioni diventano maggiormente rigide. Queste condizioni si manifestano con la comparsa di dolore, prevalentemente mattutino. Anche il ritorno alle attività lavorative con stress e posture scorrette, contribuisce alla comparsa del dolore muscolo-scheletrico.

La prevenzione si attua soprattutto attraverso un corretto stile di vita. In questo senso si consiglia un’attività motoria a basso impatto ma continuativa, una dieta ricca di omega-3 e Vitamina D ed evitare posture scorrette e sovraccarichi lavorativi o sportivi. A volte anche piccoli accorgimenti come fare un bagno caldo alla mattina aiutano a stare meglio durante la giornata. Chi è affetto da dolori cronici ed alterazioni posturali può avere un ottimo giovamento dalla rieducazione posturale.

Per la prevenzione ed il trattamento del dolore muscolo-scheletrico è utile effettuare una vista con il Medico Fisiatra per stabilire il miglior percorso terapeutico.

Postura e dolore

Non solo la scoliosi, ma anche altre comuni alterazioni posturali della colonna ed uno scorretto appoggio plantare possono favorire l’insorgenza di dolori articolari e muscolari. La scoliosi consiste nella curvatura del rachide sul piano frontale, che insorge nel periodo pediatrico e che si mantiene, a volte peggiorando, per tutta la vita. Sul piano sagittale invece le anomalie riguardano un aumento o diminuzione delle fisiologiche curvature rachidee come la lordosi cervicale e lombare e la cifosi dorsale. L’ipercifosi dorsale, accompagnata dalla postura in chiusura anteriore delle spalle, è una tipica anomalia dei nostri adolescenti o di chi ad esempio lavora molto al PC. La rettilineizzazione del tratto cervicale o l’iperlordosi lombare con antiversione del bacino sono altre alterazioni di comune riscontro.

La corretta postura può essere condizionata anche da una differenza di lunghezza degli arti inferiori o da un asse scorretto delle ginocchia (varismo o valgismo). Anche malocclusioni dentali possono influenzare la postura.

Infine, ma non meno importanti, sono i difetti di appoggio dei piedi: piedi piatti-valghi o all’opposto piedi vari-supinati possono alterare la corretta postura e facilitare l’insorgenza di dolore.

Spetta al fisiatra eseguire la visita posturale ed indicare il miglior percorso riabilitativo, posturale (RPG, rieducazione posturale globale), ortesico (plantari ad esempio) o di auto correzione.

Stop dolore all’anca!

L’infiltrazione ecoguidata di anca è una tecnica sicura ed efficace nel trattamento del dolore all’anca sia nelle forme acute che croniche (coxartrosi). La tecnica infiltrativa ecoguidata di anca è una metodica che permette di inoculare con precisione il farmaco dove serve, attraverso la guida ecografica in tempo reale. Oltre all’acido ialuronico possono essere inoculati in articolazione anche fattori di crescita (PRP), cortisonici ed anestetici locali e può essere praticata artrocentesi (aspirazione del liquido sinoviale in eccesso). Le infiltrazioni ecoguidate possono essere molto utili anche nel conflitto femoro-acetabolare, trocanterite e tendinopatia/borsite dell’ileopsoas. Molto utile abbinare un protocollo di rieducazione funzionale.

Infiltrazione ecoguidata di anca