Osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia dell’apparato scheletrico caratterizzata dalla riduzione della massa ossea associata a deterioramento della microarchitettura, con conseguente diminuzione della sua resistenza. La prevenzione e la cura dell’osteoporosi rappresenta uno dei maggiori obiettivi per la salute a livello mondiale.

Dal punto di vista epidemiologico l’osteoporosi colpisce quasi 5 milioni di persone in Italia con netta prevalenza del sesso femminile rispetto a quello maschile (3,5 vs 1 milione). Vi sono due picchi d’insorgenza, uno tra 55-65 anni ed uno nei pazienti con più di 70 anni. Nella popolazione femminile sopra i 65 anni, oltre il 33% è colpito da osteoporosi (percentuale che sale al 50% dopo gli 80 anni) e circa il 47% da osteopenia; circa il 17% delle donne è andato incontro ad almeno una frattura non traumatica. Tuttavia solo una donna su due (un maschio su cinque) sa di essere affetta da osteoporosi ed in alcuni casi ci si accorge di averla solo dopo una frattura (vertebrale, femorale, del polso), evento potenzialmente molto invalidante. Una frattura femorale in una persona anziana, ad esempio, determina una mortalità del 15-25%, una perdita della capacità di deambulare nel 20% dei casi e la ripresa completa in meno del 40% dei pazienti. Ogni anno in Italia avvengono 18000 fratture femorali da osteoporosi. Si stima che nel 2050 in Europa le fratture femorali saranno 800.000 all’anno contro le 300.000 attuali, con costi sociali ed economici enormi. Tuttavia, per fortuna, una terapia adeguata è in grado di ridurre il rischio di fratture del 50-70%.

I principali fattori di rischio per l’osteoporosi sono: sesso femminile, età, menopausa precoce, fumo, abuso di alcool, scarso apporto di Ca e Vit. D, basso peso corporeo, ridotta attività fisica, assunzione cronica di farmaci che interferiscano sulla mineralizzazione. Anche la suscettibilità alle cadute è un importante fattore di rischio, sopratutto nell’anziano.

L’osteoporosi si classifica in:

  • Primaria (idiopatica)

– post-menopausale (55-65 aa)

– senile (>70 aa)

  • Secondaria

– Immobilizzazione, malassorbimento

– Farmaci (cortisone, diuretici, ormoni tiroidei, anticoagulanti)

– Patologie sistemiche (insufficienza renale cronica, ipertiroidismo, iperparatiroidismo, artrite reumatoide, malassorbimento intestinale, malattie linfoproliferative..)

La diagnosi di Osteoporosi si effettua mediante la valutazione della densitometria ossea (o BMD, bone mineral density) misurata con la metodica DXA (raccomandata) a livello vertebrale o ancor meglio a livello femorale. Secondo i parametri OMS si diagnostica osteoporosi con un T-score < -2,5; valori tra -1 e -2,5 si definiscono di osteopenia. Esiste una correlazione forte tra il valore di densità ossea ed il rischio di frattura, tanto che un valore di T-score di -2,5 aumenta di 5 volte il rischio di frattura. Oltre alla DXA si stanno sviluppando anche altre tecniche diagnostiche come quella ad ultrasuoni (facile, ripetibile e non invasiva) che può fornire indici indiretti di massa ed integrità ossea e quindi predire il rischio di fratture osteoporotiche. Alcuni esami ematochimici possono essere effettuati allo scopo di escludere cause secondarie. Gli esami di primo livello sono Emocromo, Protidogramma, Ves, Creatininemia, Ca, P, FA, PTH, Calciuria. I markers del metabolismo osseo possono essere utili, invece, come follow-up della terapia.

I sintomi dell’osteoporosi sono per lo più silenti, ma possono evidenziarsi alcuni segni clinici come ipercifosi dorsale, peggioramento scoliosi, varismo ginocchia, calo di statura. L’osteoporosi diventa invece sintomatica quando c’è frattura. Le fratture di natura osteoporotica si localizzano prevalentemente a livello di:

  • Vertebre dorsali e lombari
  • Femore prossimale
  • Polso

Il trattamento dell’osteoporosi prevede un approccio globale attraverso l’integrazione di corretti stili di vita con la terapia farmacologica (ad oggi esistono farmaci molto efficaci) e riabilitativa. I punti cardine del trattamento sono:

  • Esercizio fisico moderato (passeggiate, cyclette, ginnastica dolce), dieta (ricca di calcio e vitamina D), esposizione alla luce solare (per attivare la vitamina D), sospensione del fumo e del consumo eccessivo di alcoolici
  • Terapia farmacologica a base di farmaci antiriassorbitivi ed anabolizzati (terapia Ormonale Sostitutiva, SERMs, Integratori di CA e Vit. D, Bisfosfonati, Ranelato di stronzio, Teraparatide, Denosumab e le nuove categorie di farmaci biologici)
  • Trattamento rieducativo (riduce il rischio di cadute del 50%)

Il trattamento rieducativo del paziente osteoporotico prevede due modalità:

  • Ginnastica di gruppo (in palestra o in acqua)

– Riduce fragilità e solitudine

– Migliora il tono dell’umore

  • Rieducazione individuale

– Mobilizzazione globale

– Potenziamento muscolare

– Esercizi di coordinazione ed equilibrio

– Terapia strumentale e massoterapia per il dolore