Sindrome del Tunnel Carpale

La sindrome del Tunnel Carpale (STC) è sicuramente la più frequente delle sindromi da intrappolamento dei nervi periferici. Essa colpisce circa 1-3% della popolazione, con maggiore incidenza tra 40-55 anni e con netta prevalenza del sesso femminile.

La STC è dovuta alla compressione del nervo mediano a livello del tunnel carpale, canale osteofibroso del polso all’interno del quale decorrono oltre al nervo mediano anche i nove tendini dei flessori comuni delle dita ed il tendine flessore lungo del pollice.

La compressione del nervo si verifica soprattutto per fenomeni legati all’aumento di pressione all’interno del canale, come ad esempio:

  • Traumatismi e/o microtraumatismi ripetuti per attività lavorativa e sportiva (operai edili, tessili e meccanici, utilizzatori di martello pneumatico, falegnami, operatori di computer, motocross, mountain-bike, tennis)
  •  Malformazioni ossee, muscolo-tendinee, vascolari
  •  Tendinopatie dei flessori delle dita
  •  Malattie reumatologiche (Artrite Reumatoide, Lupus Eritematoso Sistemico, gotta)
  •  Cause ormonali (gravidanza, ipotiroidismo, diabete)
  •  Insufficienza renale cronica

Il quadro clinico è caratterizzato da tre stadi di compressione progressivi per gravità:

  • Irritazione, caratterizzata da parestesie (fastidiosi formicolii)
  • Compressione, con alterazioni di forza e sensibilità
  • Paralisi

La sintomatologia inizia con parestesie, spesso bilaterali e prevalentemente notturne, alle prime 3 dita e alla metà del 4° dito della mano, con possibile irradiazione all’avambraccio ed al braccio. Il paziente spesso alla mattina ha una sensazione di gonfiore al polso. Nelle fasi più avanzate possono comparire ipotrofia della muscolatura intrinseca della mano a livello dell’eminenza tenar con deficit di forza (ipostenia) alla prensione digitale e diminuzione della sensibilità (ipoestesia). Nelle fasi terminali (paralisi) l’eminenza tenar diventa atrofica, la mano assume il cosiddetto aspetto “benedicente”,  i dolori e le parestesie scompaiono.

Per la diagnosi è importante valutare bene i sintomi ed eseguire i tests semeiologici più importanti che sono il test di Tinel ed il segno di Phalen.

Le indagini strumentali più indicate sono l’elettromiografia e l’ecografia muscolo-tendinea del polso.

La diagnosi differenziale va posta con le altre sindromi di compressione del nervo mediano, con la sindrome dello stretto toracico e con alcune radicolopatie cervicali.

Il trattamento conservativo è indicato nelle fasi iniziali, mentre nelle fasi avanzate è necessaria la chirurgia con la decompressione mini-invasiva del canale del carpo.

Le terapie conservative più utilizzate sono:

  • Terapia farmacologica locale con infiltrazioni di sostanze cortisoniche e/o mesoterapia con FANS o farmaci omeopatici,
  • Terapia farmacologica sistemica con FANS associati ai cosiddetti neurotrofici (Vitamine del gruppo B, Acido Tiottico, L-acetilcarnitina..),
  •  Terapia strumentale (Ultrasuonoterapia, Iontoforesi, Hilterapia),
  •  Ortesi statiche e di riposo